Isola di Favignana

Eventi e manifestazioni a Favignana e in Sicilia

Pubblicato il 26 marzo 2021 | In programma dal 13 giugno 2021 al 20 giugno 2021

Il Festival Florio, edizione 2021

L’isola di Favignana - candidata a diventare la prima isola Covid free d’Italia - ospiterà il Festival Florio in alcune delle sue più pittoresche cornici scenografiche, tra cui il Palazzo Florio e l’ex Stabilimento Florio, sede di una delle più antiche tonnare d’Italia.

L’ottava edizione della manifestazione culturale dell’isola da Favignana, cancellata nel 2020 a causa della pandemia, si terrà dal 13 al 20 giugno 2021. Tra musicisti e sorprese internazionali, il festival diretto da Giuseppe Scorzelli conferma le sue scelte orientate ad un alto livello artistico.

Torna (dopo un anno di assenza causato dalle restrizioni pandemiche) il Festivalflorio, la manifestazione culturale dell’isola di Favignana diretta da Giuseppe Scorzelli e incentrata su un ricco calendario di proposte tra musica e letteratura che anche in questa ottava edizione non mancherà di soddisfare l’interesse del pubblico di ogni genere e provenienza. La rassegna si svolgerà dal 13 al 20 Giugno 2021 e ospiterà come sempre anche il prestigioso Premio Favignana, oltre ad una serie di sorprese internazionali che verranno comunicate strada facendo. Tra i primi ospiti in programma ci saranno il Kitty Hoff Trio (Germania), Elimi Jazz Quintet, il Duo Plano/Del Negro (Stati Uniti); Ida Pelliccioli; il duo Fiscella/Maiorana; Lydia Maria Bader (Germania); il Trami duo (Svizzera) e il duo Musica Nuda, composto da Petra Magoni e Ferruccio Spinetti.

Pubblicato il 22 marzo 2021

La primavera è arrivata, è tempo di camminate in riva al mare

10 buoni motivi per camminare nella natura, oggi più che mai, per rigenerare anima e corpo e riconciliarsi con se stessi e con gli altri dopo un lungo periodo di isolamento. Favignana e le isole Egadi sono la meta ideale anche per chi cerca itinerari e percorsi per lunghe camminate.

Il cammino come vitamina naturale e antietà. Il decalogo della Compagnia dei Cammini
Per non soccombere all’ansia da COVID-19 e, più in generale, per vincenre ansie e preoccupazioni spesso irragionevoli, un antidoto antico ma sempre efficace è quello di immergersi nella natura e camminare per ritrovare equilibrio, disintossicarsi, calmare la paura e ritrovare sé stessi – spiega in un comunicato la Compagnia dei Cammini, associazione di turismo responsabile dedita al cammino lento.

“Staccare dalla vita quotidiana, allontanarsi dai media e dal tam tam delle notizie per iniziare un cammino rappresenta anche una vitamina naturale al pari di un buon integratore. Camminare, come dice lo scrittore e camminatore Bernard Ollivier, che ha cominciato a farlo a sessant’anni, è mille volte più efficace delle pillole miracolose, chi cammina sta meglio e fa retrocedere l’Alzheimer.”

La Compagnia dei Cammini, elenca 10 buone ragioni per intraprendere un cammino in questo momento storico e sempre, da soli, in gruppo o con la famiglia:

1. Camminare aiuta a liberare la mente dagli stress facendo emergere la soluzione ai problemi e a scaricare l’energia negativa accumulata in mesi di lavoro.

2. I viaggi a piedi sono utili per imparare a distinguere tra superfluo e necessario. Si scoprirà allora cos’è necessario e cosa si può evitare. Eliminando il superfluo dagli zaini e dalle menti tutto sarà più leggero.

3. Il camminare è un atto curativo in sé che predispone alla guarigione. Durante il cammino si ascolta il proprio corpo e si prende consapevolezza dei nodi da sciogliere.

4. In un momento in cui può essere più difficile prendere voli aerei, si può scegliere di camminare vicino casa, un modo meno impattante che può diventare una bella occasione per conoscere il territorio circostante e i paesi minori. Camminare vicino a casa è una delle grandi scoperte che possiamo fare ed è un modo semplice di iniziare il nostro cammino.

5. Il cammino ci insegna l’incontro: con le persone che vivono dove sto camminando, con la natura fuori e dentro di noi, l’incontro con chi vive in modo semplice, che ha tanto da insegnarci, l’incontro con i pastori, l’incontro con persone speciali che hanno avuto il coraggio di scelte di vita controcorrente.

6. Il cammino ci allena ad accettare gli imprevisti. Niente è irrimediabile e durante un cammino gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Perdere un sentiero, arrivare col buio, non trovare viveri là dove ci si aspettava, sono imprevisti che spesso hanno qualcosa da insegnarci.

7. Camminare richiede un buono spirito d’adattamento che ci farà apprezzare esperienze che mai avremmo pensato (dormire una notte all’aperto, sotto la luna piena – per esempio – è una cosa che pensavo di non fare mai, e invece… ecco la magia!).

8. Non correre! Per scoprire la pace interiore della lentezza consapevole, si impara a camminare con passo lento, guardandosi intorno, perché c’è sempre un fiore nuovo, un insetto, un colore che ci stupiranno.

9. Come ogni cambiamento, l’inizio del nostro cammino può richiedere una crisi di passaggio. Può succedere che dopo tre giorni di cammino, quei tre giorni iniziali in cui il corpo e la mente piangono fuori le tossine per ripulirsi, il passaggio al nuovo stato di essere in movimento non sia indolore. Quando la prova viene superata ci si predispone per il nuovo stato di camminanti, e allora ecco che il nostro orizzonte si allarga, cominciamo a comunicare più in profondità con le persone che camminano con noi, i pensieri negativi lasciano il posto a pensieri più creativi, e il nostro essere esce dal dualismo corpo-mente per armonizzarsi in un tutt’uno più equilibrato.

10. Scoprire il silenzio! Durante il cammino si scopre anche la bellezza del silenzio, dell’ascoltare il proprio passo, il proprio respiro, i suoni della natura cui non prestiamo mai attenzione.

LIBERAMENTE TRATTO DA: http://www.mountainblog.it/

APPROFONDIMENTI E LINK UTILI
Pubblicato il 1 marzo 2021

I Leoni Di Sicilia: il libro per la tua vacanza a Favignana

C’è stata una famiglia che ha sfidato il mondo. Una famiglia che ha conquistato tutto. Una famiglia che è diventata leggenda. La sua storia è anche, in parte, la storia di Favignana. Un bellissimo romanzo di una scrittrice trapanese ne racconta le vicende.

Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo in tutta Europa… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.

Intrecciando il percorso dell’ascesa commerciale e sociale dei Florio con le loro tumultuose vicende private, sullo sfondo degli anni più inquieti della Storia italiana – dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia – Stefania Auci dipana una saga familiare d’incredibile forza, così viva e pulsante da sembrare contemporanea.

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